ITALIA OGGI.IT - 28.06.2003
Terasystems, fatturato a + 50% dopo l'ingresso di EuroQube.
Manager, prodotto, mercato le carte per essere scelti.
di Carlo Arcari
Quali sono le caratteristiche che un'azienda italiana deve offrire per venire presa in
considerazione dai finanzieri che operano con capitale di rischio? E che impatto ha sull'azienda
l'ingresso del capitale di ventura nella compagine societaria?
"In generale per il venture capital le caratteristiche dell'azienda da finanziare sono
tre: il management, innanzitutto, che deve essere coinvolto nell'impresa e di cui ci si deve
fidare; il prodotto che deve essere interessante e con tratti distintivi rispetto ai competitor;
il mercato di riferimento, che offra garanzie di forte crescita", osserva Andrea Pietrini,
direttore finanziario di Terasystems, società finanziata nel dicembre 2002 da EuroQube
(Pirelli, European investment fund, Benetton, Caltagirone, Camfin, Mediobanca, Intesa Bci, Merryll
Linch) che detiene il 22,5% del capitale.
Da quando tre anni fa il capitale di ventura (FinTech, assorbito da EuroQube) è
entrato nella proprietà, l'azienda ha aumentato il suo fatturato e i suoi risultati del 50%
l'anno. "Il merito principale va naturalmente all'azienda che possedeva già allora
tutte le caratteristiche positive sopra descritte: un amministratore-imprenditore che aveva
già fondato società di successo nel settore, un prodotto con caratteristiche uniche
e un mercato in forte crescita. Il finanziamento ha messo soltanto in condizione l'impresa
di esprimere tutta la sua potenzialità", dice Pietrini.
"L'apporto del venture capital, oltre al sostegno finanziario che resta fondamentale e
all'impostazione manageriale che ne consegue, ha dato all'azienda più visibilità,
soprattutto nei confronti di istituzioni quali le banche che apprezzano una società
amministrata con questi criteri organizzativi".
L'obiettivo del venture capital è remunerare l'investimento e il miglior modo per
farlo è la quotazione della società quando questa raggiunge dimensioni di
redditività adeguate e Terasystems ci sta arrivando. I suoi amministratori già
stanno parlando con banche e istituzioni quali la Borsa italiana per avviare in un futuro
non distante la procedura di quotazione.
"Certo i mercati finanziari devono ritrovare condizioni più favorevoli, diversamente
non è il caso di avventurarsi", dice Pietrini. "L'azienda fatturava nel 2000
circa 8 milioni di euro, oggi ne fattura 25 milioni e il budget per il 2003 è di 32-33
milioni di euro. Io ci credo e lo dimostra il fatto che mi sono staccato dal FinTech,
la società di venture capital dove lavoravo, e ho accettato l'incarico di direttore
finanziario proprio per accompagnare l'azienda verso un traguardo che sarebbe già
oggi alla sua portata".
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