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MILANO FINANZA - W&W - 24.05.2003

Venture capital - L'high-tech non può aspettare
Nel settore sempre in evoluzione della tecnologia, gli affari da cogliere non mancano di certo. Gian Luca Braggiotti, Managing Director di myQube, punta sulla biometrica e sul video on demand.

Di Davide Fumagalli

Gli affari si possono fare sempre, indipendentemente dal contesto economico. E in un settore come la tecnologia, dove le cose evolvono rapidamente e senza sosta, non si può stare troppo alla finestra. Gian Luca Braggiotti, managing director di MyQube, società di venture capital e consulenza finanziaria per società tecnologiche che vede tra i suoi investitori Pirelli, Benetton e Merrill Lynch, non ha perso l'interesse per le molte opportunità che ancora offre il mondo dell'hi-tech.

Domanda. In questo momento vi è una sorta di disinteresse degli investitori verso il mondo della tecnologia nel suo complesso. Un atteggiamento di prudenza da condividere?
Risposta. La nostra consolidata esperienza nel settore tecnologico ci ha permesso di evitare molti degli investimenti avventati nelle cosiddette dot.com, e la maggior parte delle società in cui abbiamo creduto genera già ricchezza. Forse avremo avuto anche un po' di fortuna, e abbiamo senza dubbio fatto anche noi qualche errore, ma il mondo dell'hi-tech è stato e continua a essere interessate. Che sia il futuro, mi sembra addirittura ovvio da ribadire.

D. Quali sono i settori che vede più interessanti in questo momento?
R. Tra le società in cui abbiamo investito, e che ci stanno dando molte soddisfazioni, citerei senza dubbio A4Vision. Siamo entrati nel 2000, quando la tecnologia di riconoscimento facciale computerizzata, e la sicurezza attraverso la biometria in genere, non erano al centro dell'attenzione come dopo la tragedia dell'11 settembre, e continuiamo a credere agli sviluppi del settore. Molto interessanti anche le prospettive di Minerva networks, che sta sviluppando soluzioni che consentono agli operatori di telecomunicazioni di offrire servizi di tv on demand anche attraverso connessioni Adsl, che utilizzano le normali linee telefoniche.

D. Pensa che il mercato della tv on demand sia pronto a decollare?
R. Minerva networks ha già tra i suoi clienti molti operatori locali di telecomunicazioni nelle zone non coperte dalla tv via cavo, molto diffusa negli Usa, ma anche vari operatori mondiali di telecomunicazioni, tra cui in Italia Fastweb, Pirelli e Telecom Italia. Sicuramente la pirateria rimane un problema irrisolto per il settore, ma non appena si diffonderanno le connessioni a larga banda, come sta già succedendo, il mercato decollerà. Penso si inizierà con eventi sportivi penalizzati dai fusi orari, come le regate di Coppa America o alcuni gran premi di Formula 1, e con i film meno recenti ma sempre richiesti. Una specie di Blockbuster, senza la seccatura di dovere andare in negozio.

D. Come stanno affrontando i venture capitalist questo difficile periodo?
R. Sicuramente trovare denaro da investire è più difficile di qualche anno fa, ma le occasioni non mancano. Noi abbiamo affiancato all'attività di venture capital quella di consulenza finanziaria e valutazione di asset aziendali, sempre in ambito tecnologico, oltre ad avere rafforzato le attività di private equity. Un settore molto interessante specie in Italia per quanto riguarda le società di medie dimensioni, spesso non abbastanza valorizzate.


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